Arte e magia, il fascino dell’esoterismo in Europa

30 Gennaio 2019
Mostra

Dal 29 settembre 2018 fino al 27 gennaio di quest’anno, Palazzo Roverella a Rovigo è diventato il fulcro di potenti energie invisibili che hanno attirato visitatori da ogni dove. In un Veneto dominato dalle mostre sui “giganti” dell’Impressionismo e del post-Impressionismo, Arte e magia, il fascino dell’esoterismo in Europaha offerto un’esperienza notevolmente diversa, interessante e ricercata. La mostra, curata da Francesco Parisi, ha svelato ai suoi spettatori il lato oscuro dell’Europa tra fine Ottocento e inizio Novecento in tutta la sua sensuale e terribile maestosità. Quest’epoca è famosa per il progresso su tutti i fronti e un crescente benessere economico che ha portato all’affermazione della borghesia come classe sociale dominante. Da quel periodo la vita dell’uomo, sostanzialmente, è stata improntata sul profitto economico e sulla scalata sociale, al ritmo vertiginoso del treno a vapore e delle catene di montaggio. Di fronte a tutto ciò gli artisti dell’epoca reagiscono in diversi modi, c’è chi si adatta e chi si oppone, intraprendendo le vie del Simbolismo, dell’esoterismo e, in generale, dell’irrazionale. I simbolisti, i rosa-croce, e più avanti gli astrattisti, squarciano la superficie della realtà per coglierne e rivelarne la più vera, enigmatica, talvolta terrificante, essenza. Le streghe sensuali, i demoni, gli spiriti, le divinità oscure e gli animali notturni raffigurati dagli artisti in esposizione non sono unicamente manifestazioni di una dimensione “altra”, essi sono anche figure sciamaniche, a metà tra questo e l’altro mondo, che hanno accompagnato i visitatori lungo un autentico viaggio iniziatico. Ogni sala della mostra, infatti, rappresentava una tappa di un percorso di ascesi spirituale: i visitatori-iniziati hanno letteralmente attraversato il silenzio, le architetture e i luoghi esoterici, la notte, le sedute spiritiche, l’aura e gli influssi orientali, per uscirne rinnovati. A sottolineare il passaggio da uno stadio all’altro vi era il colore delle pareti delle singole stanze, una scelta a mio avviso coraggiosa, che ha prodotto un ottimo e armonioso risultato, in contrasto con la maggior parte delle mostre d’arte che prediligono tinte neutre.

Louis Chalon, Circe, collezione privata

Oltre alle opere dei grandi Redon, Munch, Previati, Klee e Mondrian, ho trovato estremamente interessanti e stimolanti quelle di artisti meno celebri. La solennità delle figure silenti di Selva, Biegas e Hawkins rallentava il tempo in attimi di contemplazione assoluta; i manifesti di Lenoir, Roux e Oury hanno offerto un’insolita e oscura rivisitazione del Liberty, nella quale le sue tipiche e raffinate curve non decorano gioiose fanciulle ma dame maestose e talvolta demoniache. Il mito tardo ottocentesco della femme fataleghignava negli abiti stracciati della terribile Strega di Cammarano, attendeva in silenzio la preda come la preziosa Lamia di Frampton e volava a cavallo di una scopa sotto le sembianze de La Sorciére di Faléro. Disinibite, letali, irraggiungibili eppure così vicine al visitatore, le signore della notte, assieme al loro seguito di spiriti, gli sussurravano desideri, pulsioni e paure proibite che i perbenisti dell’epoca reprimevano o nascondevano a tutti i costi. Non solo dipinti e sculture, ma anche un ricco e curato repertorio di libri, stampe, riviste e mobilio ha raccontato il travagliato passaggio da Ottocento a Novecento. In particolare, colpisce il Tavolo tripode tondo per sedute spiritiche di Thayaht, sul quale sono state intarsiate diverse paia di mani, di uomini e donne, in un eterno contatto tra di loro e con il mondo degli spiriti.

Piet Mondrian, Row of eleven poplars in red, yellow, blue and green.

È stato un viaggio lontano nel tempo e dal nostro immaginario digitalizzato e retro-illuminato, riscoprendo un momento storico in cui le arti, decadendo, hanno raggiunto vette irripetibili. Rimango della convinzione, tuttavia, che l’irrazionale e l’incomprensibile non finiranno mai di affascinarci.

Arianna Marconato